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L'esposizione
è una ricognizione della scena emergente
dell'arte campana.
La magmatica attualità riscontrabile
nelle videoinstallazioni, nei quadri, nelle
foto, nelle sonorità, nelle opere e
nei gesti degli artisti che saranno presentati
a Castel Sant'Elmo non promuove una tendenza,
né intende segnalare una poetica.
La mostra vuole scattare un'istantanea del
fare arte e dell'esercizio di consapevolezza
proposto da chi, attuandola, non manca di
interrogare la propria figura di artista,
qui e ora, a Napoli.
La mostra è infatti anche l'occasione
per un confronto degli artisti con il contesto
in cui si trovano a vivere, in cui sono nati,
in cui operano, in cui molti tra loro hanno
deciso o scoperto di "fare-arte".
Nel quadro dell'intesa istituzionale tra la
Regione Campania e la Soprintendenza, iniziata
nel giugno scorso con "Grande Opera Italiana",
la mostra "Napoli Anno Zero. Qui e ora"
continua e rafforza la politica di investimento
sulle nuove tendenze artistiche, confermando
la centralità di Castel Sant'Elmo quale
contenitore di grande prestigio monumentale
e polo di attrazione multimediale.
Per la particolare complessità del
progetto la Regione Campania ha affidato a
Gianfranco Maraniello, curatore indipendente
del Macro di Roma e docente di estetica dei
nuovi media all'Accademia di Brera, la cura
scientifica della mostra e la selezione dei
lavori che saranno presentati, e ad Alfonso
Artiaco, gallerista napoletano, il coordinamento
della manifestazione.
Catalogo
testi di Achille Bonito Oliva, Eduardo Cicelyn,
Gianfranco Maraniello, Angela Tecce. Le schede
degli artisti sono a cura di Margherita Remotti
e Francesco Galdieri.
Organizzazione
Civita con la collaborazione di Olga Scotto
di Vettimo.
Artisti invitati
Betty Bee, Paolo Berardinelli, Bianco Valente,
Antonio Biasiucci, Giuseppe Caccavale, Gabriele
Di Matteo, Maurizio Elettrico, Piero Golia,
Francesco Jodice , Mariangela Levita, Saverio
Lucariello, Ivan Malerba, Paola Margherita,
Raffaela Mariniello, Raffaella Nappo, Pennacchio
Argentato, Giuseppe Perone, Perino e Vele,
Cristina Rauso, Sabrina Sabato, Franco Scognamiglio,
Lorenzo Scotto di Luzio, Franco Silvestro,
Marcello Simeone, Vedova Mazzei, Giuseppe
Zevola.
Apertura
al pubblico
30 novembre > 16 febbraio 2003
Sede
Castel Sant'Elmo, Via Tito Angelini 20 Napoli
Orario
martedi mercoledi giovedi > ore 9-14
venerdi sabato domenica > ore 9-17
lunedi chiuso
Biglietto: (intero) euro 2
Informazioni: tel. 848800288 (attivo dall'apertura
della mostra)
Ufficio Stampa
Soprintendenza
Simona Golia :: tel.081 7499145 :: fax 7499198
capodimonte.museo@libero.it
Civita
Barbara Izzo :: tel. 06 692050220
izzo@civita.it
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Schede degli
artisti
BETTY BEE
Dalla ostentata provocazione degli esordi,
ad una visione più intimista. Smessi
i vestiti della Barbie, ed accantonate le
interpretazioni dei vari stereotipi femminili,
nei cicli pittorici degli ultimi anni, Betty
Bee evoca sensazioni di segregazione e/o
difesa dal mondo.
PAOLO BERARDINELLI
Paolo Berardinelli ha inventato un kit di
situazioni pronte per l'uso in cui esalta
un fare insolente e infantile che si traduce
in azioni ai danni dello spettatore, in
realtà, ignaro complice di un ironico
tiro al massacro dello stesso artista. Vero
e proprio manuale per la perpetrazione del
dispetto, inno apogetico alla burla per
la sopravvivenza, l'arte di Paolo Beradinelli
è una risposta iconografica all'impossibilità
dell'azione catartica, traducendo in sottili
inganni visivi e materiali una gamma di
frustrazioni domestiche.
BIANCO-VALENTE
Coppia nell'arte come nella vita, dalla
metà degli anni Novanta, Pino Bianco
e Giovanna Valente lavorano sui fenomeni
legati alla percezione e sui processi cerebrali,
creando, nelle stampe plotter a colori,
nei video e negli assemblaggi con componenti
informatici, una stretta relazione tra naturale
ed artificiale.
ANTONIO BIASIUCCI
Dai riti del mondo contadino, degli esordi,
con il trasferimento a Napoli, Antonio Biasiucci,
grazie alla collaborazione con l'Osservatorio
Vesuviano, si concentra prima sui vulcani
attivi (tema mai più abbandonato),
e subito dopo sulla scena teatrale, lavorando
a stretto contatto con Antonio Neiwiller.
Successiva è la ricerca, sempre con
foto in b/n, sugli elementi primari e sulla
memoria personale. Alcune sue opere fanno
parte di importanti collezioni di musei
e fondazioni europee.
GIUSEPPE CACCAVALE
Quella di Giuseppe Caccavale è una
ricerca complessa, frutto di un lavoro certosino
che imprime un segno nella materia mediante
tracce minime. Ricorrendo a tecniche accantonate
dalle attuali tendenze artistiche, nel disegno,
nell'incisione e nell'affresco, Giuseppe
Caccavale riscopre un universo meraviglioso,
percorso da forme purissime.
GABRIELE DI
MATTEO
Seguendo un procedimento analitico, l'opera
di Gabriele Di Matteo costituisce un imperterrito
ed incessante passo nella direzione della
decostruzione concettuale della rappresentazione
della realtà attraverso la sua riproduzione
pittorica. L'ultimo ciclo di lavori, dal
titolo "Nuda Umanità", porta questa
ricerca alle estreme conseguenze. L'artista,
infatti, ha affidato alle mani di un pittore
esperto in copie di grandi capolavori, la
realizzazione di ritratti dei protagonisti
nudi della storia, presi dalle illustrazioni
di un manuale scolastico.
MAURIZIO ELETTRICO
Attraverso l'autobiografia Maurizio Elettrico
giunge a risultati sorprendenti, che dal
particolare si estendono all'ultraindividuale.
Incisione, assemblaggio, tecniche sartoriali,
disegno, ready made; capi di abbigliamento,
vecchi oggetti destinati all'oblio: tecniche
e materiali sono funzionali alla costruzione
di un repertorio iconico/personale, da condividere.
PIERO GOLIA
L'arte, per Piero Golia, è la celebrazione
autoironica dell'assenza del limite. E'
l'amplificazione di qualcosa di mai realmente
accaduto, è la gigantografia dell'istante
in cui nasce l'idea per una nuova ed eccentrica
strategia di autocelebrazione che, nella
propria spiazzante autoreferenzialità,
demistifica la sua stessa figura. E' lo
statement per un nuovo ready-made: l'artista
pone se stesso sul piedistallo dell'attenzione
attestando ogni volta la propria indimenticabilità.
L'opera d'arte è lui. E ricordatevi:
fa sul serio.
FRANCESCO
JODICE
Francesco Jodice utilizza la fotografia
come una sonda, un pedinamento visivo che
segue e registra ogni continua variazione
dell'assetto della realtà contemporanea
circostante. La fotografia è un testimone
in costante attività, è uno
strumento vivo e funzionale al monitoraggio
della relazione tra l'uomo e il suo ambiente.
E' un passaggio fisico per la dimostrazione
che il territorio si modifica in riflesso
ai nostri desideri. La velocità è
il punto di partenza per l'obiettivo fotografico
e l'attraversamento di territori e situazioni
è il suo punto d'arrivo.
MARIANGELA
LEVITA
E' nella semplicità rappresentativa,
nei giochi cromatici, in un tratto tipicamente
grafico, nei movimenti creati nella tela
che Mariangela Levita conduce la sua ricerca
pittorica. Elementi geometrici, intrecci
di forme che rimandano all'astrazione ed
alla natura, un alternarsi di tonalità
calde e tonalità acide: è
la sfera percettiva a subire una sostanziale
mutazione.
SAVERIO LUCARIELLO
Dopo i primi cimenti pittorici, fortemente
influenzati dall'onda lunga della Transavanguardia,
lasciata Napoli alla volta di Parigi, Saverio
Lucariello cambia registro stilistico, adottando
l'ironia come elemento pregnante di una
poetica che attraversando in modo trasversale
tutti i generi espressivi, lo proietta all'interno
dell'opera.
IVAN MALERBA
Ivan Malerba sintetizza semplicità
formale e sofisticazione intellettuale in
un'opera pittorica che predilige il piccolo
formato. L'artista procede alla stesura
definitiva del lavoro ad acrilico su tela,
generalmente di piccole dimensioni, dopo
diversi disegni preparatori su carta in
cui rielabora dati reali tratti da fotografie,
situazioni vissute o immagini pubblicitarie
in cui s'inserisce come protagonista nel
tentativo di reinterpretare un tempo esterno
con parametri personali.
PAOLA MARGHERITA
Le sculture di Paola Margherita prendono
corpo attraverso un uso sapiente della profondità
prospettica, all'interno della quale le
figure semplificate dalle linee geometriche
essenziali sono le protagoniste di uno scenario,
di un viaggio che porta negli strati più
profondi dell'essere. L'artista elabora
schemi per nuove ipotesi di relazione tra
le figure e lo spazio usando per la rappresentazione
un metodo antico e manuale, eseguito con
tecniche artigianali come la lavorazione
del legno, della terracotta, del gesso e
del bronzo.
RAFFAELA MARINIELLO
E' dall'inizio degli anni Novanta che Raffaela
Mariniello svolge una personalissima ricerca
sul paesaggio in bianco e nero, da un lato,
e sulla fotografia in studio, dall'altro.
Sue opere sono presenti in diverse collezioni
pubbliche e private, tra le quali: Bibliothèque
National de Paris; Maison Européenne
de la photographie, Parigi; Centre Régional
de la photographie Nord Pas-de-Calais, Francia;
Banca Commerciale di Milano; Fondazione
per l'arte contemporanea Re Rebaurengo Sandretto,
Torino; Fond National D'Art Contemporain,
Parigi; Metropolitana di Napoli, stazione
di piazza Cavour.
RAFFAELLA
NAPPO
In un lavoro giocato sul doppio registro
di un paradosso contenutistico compreso
tra presenza e assenza, Raffaella Nappo
ha inventato un universo fatto, tra l'altro,
di indumenti per corpi improbabili realizzati
in fibra di carbonio e parrucche in fibre
ottiche. L'unione tra materiali tecnologici
e forme paradossali lascia presagire tracce
di un passaggio alieno, metafora di un'esistenza
che deriva da una memoria lontana e ancestrale
e che l'artista reinterpreta nei nuovi lavori
sotto forma di disegno animato.
PENNACCHIO
ARGENTATO
Pasquale Pennacchio e Marisa Argentato vivono
e collaborano, dal 2000, tra Napoli e Caserta.
Giovanissimi, lavorano alla costruzione
di un immaginario sospeso tra una profonda
inquietudine ed un'armonia solo apparente.
PERINO E VELE
Le sculture in cartapesta di Emiliano Perino
e Luca Vele prendono la forma degli oggetti
di uso quotidiano avvicinando lo spettatore
e disattendendo alla propria funzione. Le
loro opere plasmate ad immagine della realtà
che ci circonda - dagli arredi per la casa
e per il bagno, agli animali, alla Fiat
500, alle saracinesche che trattengono cartapesta
ancora da plasmare - e omologate solo nel
colore sbiadito, sono il risultato del miscuglio
di carta giornalistica sovraprodotta dalla
nostra società massmediale.
GIUSEPPE PERONE
Ready made e scultura, in Giuseppe Perone
finiscono per sovrapporsi, per combinarsi
in modo indissolubile, in un "corpo unico"
ricoperto di sabbia. E' con questo materiale,
infatti, che il giovane artista di Rotondi
(già assistente di Mimmo Paladino)
riveste oggetti comuni, dando vita ad un
inconfondibile effetto monocromo.
CRISTINA RAUSO
Alla prima partecipazione di rilievo, la
poco più che ventenne Cristina Rauso
presenta per questa collettiva, sotto forma
di progetto multimediale (composto da un
internetpoint, un video ed una serie di
fotocolor) una struttura sanitaria tanto
funzionale ed accogliente, quanto immaginaria.
A rimarcare la distanza tra realtà
e messaggio pubblicitario.
SABRINA SABATO
L'arte di Sabrina Sabato è il risultato
di un procedimento analitico affetto da
sottile maniacalità che ripete le
azioni della vita trasformandole in arte,
e creando così un distacco con il
proprio riferimento. La sua opera procede
su più fronti, sempre narrativi,
adottando modalità espressive che
si diversificano a seconda della porzione
di reale che, fisicamente, entra nell'opera.
Installazione, fotografia, video, performance,
pittura sono gli elementi rappresentativi
che mutano il vissuto in lavoro artistico.
FRANCO SCOGNAMIGLIO
La ricerca di Franco Scognamiglio si muove
nel mondo del virtuale, esplorando un territorio
in cui la visione si sostanzia attraverso
forme nuove, altre e alimentate nel proprio
divenire da processi che seguono regole
dettate dall'evoluzione costante della tecnologia.
Il risultato è un fare artistico
che si concretizza in visioni apocalittiche
e atmosfere sospese a ipotetiche catastrofi
avvenute in un tempo eterno che annulla
se stesso nel proprio essere virtuale, sintetizzate
attraverso una composizione visiva costruita
da tratti grafici essenziali, a conferma
di un approccio concettuale sul metodo.
LORENZO SCOTTO
DI LUZIO
Poetico, candido, ma anche volutamente demistificatore,
Lorenzo Scotto Di Luzio mette in atto personaggi
e situazioni che risultano essere ammissione
della propria inadeguatezza. La sua arte
in movimento tra i generi, è il filtro
per la disillusione sottile nello scontro
tra ideale precostruito e realtà,
in una dichiarazione di sconfitta prima
della fine della partita. Ma, attenzione,
perché il riscatto si gioca proprio
attraverso la realizzazione del lavoro artistico.
FRANCO SILVESTRO
L'opera di Franco Silvestro inquieta e commuove;
l'artista denuncia, ma senza mai incorrere
in toni sensazionalistici. I casermoni grigi
e tetri che si affacciano sull'asse mediano;
i bambini feriti; le auto rubate: con il
disegno, il video, la fotografia e la serigrafia,
l'artista, come ha scritto Gabriele Perretta,
opera "un transizione dei luoghi della violenza,
della morte e del degrado ambientale".
MARCELLO SIMEONE
Attraverso la fotografia, il video, l'installazione
e il disegno, Marcello Simeone immortala
giovani e fragili corpi e apparentemente
colti in istanti qualunque e situazioni
di sospensione ricreando una realtà
rubata all'indipendenza narrativa, per diventare
frammento di una composizione elegantemente
ridefinita in uno spazio appositamente calibrato
tra precarietà e memoria, tra rimpianto
estetico rinascimentale e struggente romanticismo.
VEDOVAMAZZEI
Il rapporto di Vedovamazzei, all'anagrafe
Stella Scala e Simeone Crispino, con la
creazione è originario, non mediato
dal pretesto momentaneo che è semplice
applicazione di una metodologia in cui il
soggetto non è che il simulacro di
se stesso. Con sorprendente inventività,
senza fare distinzione tra fotografia, video,
pittura e performance, il duo Vedovamazzei
sviluppa un'arte provocatoria, ironica,
in cui gli aspetti più bizzarri,
paradossali, esuberanti ed eccentrici della
vita sono ripensati in nuove ipotesi di
esistenza.
GIUSEPPE ZEVOLA
Fino al 1991 Giuseppe Zevola ha lavorato
all'Archivio Storico della Fondazione Banco
di Napoli, dove ha condotto le ricerche
per "Piaceri di Noia - quattro secoli di
scarabocchi nell'Archivio Storico del Banco
di Napoli". Poeta e studioso di filosofia,
oltre che artista visivo, Zevola è
fautore di un'arte totale. Attualmente è
impegnato nella realizzazione di un nuovo
libro.
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