Corpi nel cyberspazio, nuovo ciclo nell’ambito di NetSpace: viaggio nell’arte della Rete, a cura di Elena Giulia Rossi. Il progetto, nato per iniziativa e con il supporto del Servizio Educativo, intende offrire gli strumenti necessari per avvicinarsi alla net art, tendenza artistica di ultima generazione che utilizza internet come unico strumento di creazione.
Corpi nel cyberspazio porta in primo piano il corpo e la sua dematerializzazione nel cyberspazio. La creazione digitale di avatars, veri e propri alter-ego virtuali, permette di costituire caratteristiche fisionomiche e identificazioni sociali costruite appositamente per il network. Le sei opere selezionate indagano sulle metamorfosi del corpo nel cyberspazio, sulla misura in cui la “fisicità” è trasferita al di là dello schermo, sulla nascita di nuove identità e su come la percezione del corpo fisico si stia trasformando con la facilità con cui le tecnologie possono intervenire sui sistemi biologici naturali.
Opere selezionate:
Scalpel (2003) del francese Nicolas Clauss è un dipinto multi-dimensionale da attivare con l’interazione del mouse. Carico di evocazioni pittoriche, il progetto è una riflessione sull’uomo, sul corpo umano e sull'auto-coscienza.
Big (2001) degli artisti inglesiSimon Fields e Katrina McPherson è una coreografia interattiva sul web e fa parte del genere della “hyper-coreografia”, un approccio alternativo alla coreografia tradizionale che utilizza le tecnologie digitali e Internet.
Portal (2003) diYael Kanarek è un'opera di net.dance che combina le tradizionali tecniche delle video-dance con screen design ed interattività digitale. Frutto della collaborazione con la coreografa e regista Evann Siebens e il compositore Yoav Gal, è parte del più ampio progetto World of Awe.
Bodydrome (2001) dell’artista italiano Marcello Mazzella è un corpo interattivo che, sotto le sembianze di un aeroporto immaginario, si fa metafora del viaggio per esplorare l’intreccio tra vita, arte, tecnologia e scienza.
Elastic Body (2002) dell’artista giapponese Yugo Nakamura è la simulazione grafica di un corpo elastico, ottenuta attraverso la traduzione in codice di programmazione di leggi fisiche sull’elasticità dei corpi.
Einstein Monster (2007) dell’artista inglese Christopher Joseph è un video interattivo che evoca Frankenstein di Mary Shelley e le teorie del montaggio di Sergei Eisenstein a commento ironico dell’impatto della bio-tecnologia sull’uomo. E’ possibile costruire la propria creatura digitale componendo in un mosaico le varie parti del corpo, trasformando così gli elementi biologici in elementi bio-digitali.
Link alle opere:
1. Nicolas Clauss, Scalpel, 2003
2. Simon Fields e Katrina McPherson, Big, 2001
3. Yael Kanarek, World of Awe: Portal, 2003
commissione di Turbulence.org
4. Marcello Mazzella, Bodydrome, 2001
5. Yugo Nakamura, Elastic Body, 2002
6. Chris Joseph, Einstein Monster, 2007
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