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MINISTERO PER I BENI
E LE ATTIVITÀ CULTURALI




 
 
 
 
 
 
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APPUNTAMENTI

NET WEB ART

 

        Jim Andrews (Canada)
La bellezza del World Wide Web  - afferma Andrews – risiede principalmente nella sua capacità potenziale di risolvere il problema della distribuzione e dei costi della produzione artistica. Artista Net innanzitutto, Andrews compie gli studi di matematica e di scienze informatiche presso l’Università di Victoria, in Canada, per poi dedicarsi all’arte della Rete e alla poesia multimediale. Al 2002 risale la sua attività come docente presso il “Center  for Creative Communication” di Toronto. I lavori di Andrews sono stati oggetto di conferenze presso numerose istituzioni universitarie statunitensi ed europee. Il progetto “Arteroids” selezionato per “Net Archives: Art Games” è stato presentato l’anno scorso al “Microwave Media Festival” di Hong Kong e alla “Machine Gallery” di Los Angeles, tuttavia Andrews preferisce pubblicare i suoi progetti on-line su: turbulence.com, computerfinearts.com,  wordforword.info e – soprattutto – sul suo sito: vispo.com inteso come <<sintesi di arte e media>>. Il computer è per Andrews  uno strumento del linguaggio, composto non solo da parole ma anche da codici, suoni, immagini e interattività.  

        Mauro Ceolin (Italia)
Nato a Milano nel 1963 Ceolin si dedica da molti anni all’arte videoludica, sia attraverso le tecniche artistiche tradizionali (dipinti e stampe), sia mediante i new media. La ricerca di Ceolin si incentra sulla riattualizzazione in chiave neo-pop di generi tradizionali dell’arte come il ritratto e il paesaggio, attraverso l’uso delle tecnologie informatiche. Nascono così i “GamesPeople”, ritratti dedicati ai disegnatori di giochi, e i “Promotional Landscapes”, le vedute dei quartier generali delle grandi corporations mondiali dell’elettronica. Alla base dell’indagine di Ceolin vi è l’analisi delle realtà contemporanea connessa all’informatica che l’artista reinterpreta in chiave tutta personale, manipolando – talvolta - gli stessi strumenti “di lavoro”, come nel caso delle sculture realizzate mediante le cartucce del video-gioco “Nintendo”. È proprio il  videogioco lo strumento per eccellenza della sua attività creativa, uno strumento cognitivo universale che usa un linguaggio adatto ad essere manipolato e a diventare “oggetto rivelatore”, come nel caso di “GoogleBattle”. Ceolin ha esposto in numerose gallerie d’arte e presso il Museo de Arte Contemporanéo di Caracas.

     Mary Flanagan (U.S.A.)
Nata a Milwaukee nel 1969, Mary Flanagan attualmente vive e lavora a New York. Dopo aver compiuto studi di filmografia, Flanagan ottiene nel 1990 un PHD in Computational Media con una tesi sul Game Design. Ad una prima attività come disegnatore di software seguono - ben presto - i suoi primi progetti al computer. Attiva dalla metà degli anni Novanta nel campo della Net Art e della Software Art l’artista realizza progetti in Rete e installazioni site-specific che riflettono gli effetti del profondo impatto tecnologico sulla nostra cultura. Oggetto della sua ricerca è l’inconscio collettivo virtuale creato dal computer e da Internet che l’artista pone al centro dei suoi lavori dinamici,  composti da dati, frasi tratte da e.mail o da lettere, elementi grafici, immagini e files sonori. Attraverso il software Flanagan ricontestualizza i dati superando così ogni controllo della macchina per fargli assumere forme nuove organizzate liberamente in maniera essenzialmente creativa. Le opere di Flanagan sono state esposte al Whitney Museum of American Art di New York, Il Musée d’Art Contemporaine di Montréal e le prestigiose manifestazioni d’arte digitale: SIGGRAPH e Ars Electronica. Flanagan ha insegnato in diverse università americane e canadesi.     

Miltos Manetas (Grecia)
Nato ad Atene nel 1964 Manetas vive tra Los Angeles e Parigi. In Italia negli anni Ottanta, l’artista frequenta l’Accademia di Belle Arti di Brera dove si diploma nel 1989. Manetas ha incentrato la sua ricerca artistica sulla cultura informatica realizzando dipinti in cui riproduce schermi di computer e immagini tratte dai videogiochi e lavori appositamente creati per il web. “Copiare dal video-games è l’arte dei nostri giorni” afferma Manetas in un suo scritto, ma i suoi lavori  - precisa - non sono solo dei giochi. Del 2000 è il suo “Neen Manifesto” che – spiega l’artista - rappresenta una non ben definita generazione di visual artists che comprende: creatori di software, web designers, realizzatori di video-games e artisti tout-court. “Lavorare con il computer – afferma Manetas – è al “neen” come la fantasia era al surrealismo e al bisogno di libertà dal comunismo”. L’artista ha insegnato Computer Art alla New York University ed ha tenuto lectures all’UCLA di Los Angeles, all’Accademia di Brera e alla Triennale di Milano, e alll’UCSD Visual Art Department di Huston. Manetas ha al suo attivo numerose mostre personali; ha esposto presso le principali gallerie d’arte digitale e alcune grandi manifestazioni d’arte come la Biennale di Tirana e il Musée d’Art Moderne di Parigi. 
 

           Santiago Ortiz (Colombia)
Figura poliedrica, Ortiz è un matematico, un artista, ma soprattutto un ricercatore. Nato a Bogotà nel 1975, studia matematica presso l’Universidad de los Andes, nella sua città natale. Negli anni di formazione Ortiz si dedica anche alla musica e alla letteratura. Rilevante è la sua attività di docente universitario che svolge a Bogotà, alla Scuola di Belle Arti di Porto, in Portogallo, e a Madrid,  all’Università Europea e all’Istituto di Design. La capitale spagnola ha visto nascere anche la rivista d’ arte e cultura digitale “Blank” di cui Ortiz è co-fondatore e ha ospitato nel 2004, presso il “MedialabMadrid” una sua mostra personale. L’indagine di Ortiz si basa principalmente sul rapporto tra arte e scienza, vita artificiale, linguaggi, narrativa, informazione e sistemi didattici. “Gioco con le strutture e con il disordine”  afferma Ortiz in un suo scritto. Tra i suoi lavori ricordiamo quelli dedicati alla cinematica (“Movimientos”, “Resorte  - Muelle”) e agli algoritmi biologici (“Colores en el tiempo”, “Oso Hormiguero”). Suoi lavori sono stati presentati durante le principali manifestazioni internazionali di arte digitale tra cui il “Festival  Internacional de Arte Electronica” di Rosario, in Argentina (2004), il Centro Cultural “Conde Duque” di Madrid  (2004) e la prestigiosa “Ars Electronica” di Linz (2005).  Attualmente Ortiz espone al MEIAC di Lisbona. Ortiz vive tra Capo Verde e la Spagna. 
     

       Jason Nelson (U.S.A. – Australia)
Alla base della ricerca artistica di Nelson come poeta ipermediale vi è la condivisione, la sua attività si svolge – infatti - principalmente attraverso la rete e i suoi corsi  universitari. “La Net Art – afferma Nelson – è un’esperienza unica perché crea una “stravaganza multimediale” promuovendo l’uso creativo della tecnologia e la pratica artistica”. Base della sua ricerca è il rapporto tra i new media e l’arte della rete. Nelson ha realizzato diverse performances sia negli Stati Uniti che in Australia, dove vive. Attualmente insegna “cyber studies” e scrittura digitale presso l’Università di Griffith, nella Gold Coast australiana. Le opere di Nelson, oltre ad essere state presentare presso numerose gallerie d’arte, manifestazioni (SIGGRAPH, Ars Electronica), riviste e piattaforme (Rhizome.org), sono state oggetto di conferenze  accademiche in varie università statunitensi.     

 

 



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